Trebbiano di Romagna

Il vitigno TREBBIANO fece la sua comparsa in Romagna con l'avvento del popolo Etrusco che bonificò e coltivò gran parte delle terre romagnole.

Vino dei legionari, dunque, certo ben diverso da quello odierno, perchè a quei tempi i vini subivano speciali aromatizzazioni a base di pece e resine. Comunque, prima del 1300, cronisti e scrittori assai di rado chiamavano i vini con i nomi propri. È soltanto nel ’300 che il Trebbiano cominciò a essere indicato col suo nome.
Una delle citazioni più antiche risale al 1305; Pier dé Crescenzi, nel suo trattato LIBER RURALIUM COMMODORUM scrive "C'è un'altra specie di uva, detta Tribiana, che è bianca, con acini tondi, piccoli e abbondanti; in giovane età questa vite non da frutto, crescendo diventa feconda".
Nello stesso secolo del dé Crescenzi la parola TREBBIANO comincia a correre in tutta la penisola, sia nell’accezione latina, sia in quella volgare.
Col passare degli anni, dall'antico ceppo di TREBBIANO è nata una famiglia di vitigni, alcuni dei quali strettamente imparentati, altri somigliantisi alla lontana.
Vitigni che sono coltivati largamente in Italia, in alcune zone della Francia e, intensamente, in California, specialmente nella Livermore Valley. A seconda delle località e dei sistemi di vinificazione, nella regione si ottengono dall'antico vitigno vini leggeri, delicatamente profumati, sapidi e da bere giovani, freschi di temperatura e di ardore giovanile.