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Turismo
 
 

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    Un borgo medievale, dove l’arte e la storia sono in perfetta armonia e tuttora ricchi di vitalità.
    Luoghi stimolanti, storie affascinanti, scorci mirabili rendono Bertinoro meta ideale per una visita lungo
    le strette vie acciottolate, nel ristoro della tradizione, dell'ospitalità e dell'alta qualità enogastronomica.

    Meta ideale per un soggiorno di salute e benessere grazie alla rinnovata qualità del centro termale e
    beauty farm in località
Fratta Terme e agli innumerevoli agriturismi immersi nella pace delle verdi
    colline bertinoresi
.

 

Bertinoro capitale dell'ospitalità di Romagna

Balcone panoramico sulla Romagna, dalla Riviera Adriatica alle prime colline dell’Appennino, la cittadina si sviluppa sulla prima collina che si incontra arrivando da Rimini o da Forlì.
La rinomata ospitalità romagnola trae probabilmente le sue origini proprio da questo luogo: il confronto con l'altro, la consuetudine dell'ospitalità di cui si narra con documenti che risalgono all’anno 995, è qui una tradizione radicata fino a diventare elemento distintivo della sua stessa identità.
Lo dimostrano in particolare due presenze significative.


Colonna delle anella o dell'Ospitalità

La Rocca vescovile

 

La prima, la più antica è la Colonna delle Anella. La tradizione vuole che la colonna in Piazza della Libertà sia stata eretta per volontà di Guido del Duca e Arrigo Mainardi, due nobili bertinoresi del XIII secolo, che dovevano risolvere un frequente motivo di contesa. Pare che le famiglie benestanti di Bertinoro litigassero tra loro per offrire ospitalità ai viandanti che sostavano nella città La tradizione vuole che la colonna in Piazza della Libertà sia stata eretta per volontà di Guido del Duca e Arrigo Mainardi, due nobili bertinoresi del XIII secolo, che dovevano risolvere un frequente motivo di contesa. Pare che le famiglie benestanti di Bertinoro litigassero tra loro per offrire ospitalità ai viandanti che sostavano nella città.
La colonna delle dodici anella, diventa allora una bella e ingegnosa soluzione: ad ogni anello corrispondeva una delle dodoci famiglie di Bertinoro. Il pellegrino, giunto al borgo, legando il cavallo ad una degli anelli, individuava in tal modo la casa che lo avrebbe ospitato.Questa tradizione è ancor oggi viva. Ripresa ufficialmente il 5 settembre 1926, viene riproposta ogni anno, ogni prima domenica di settembre. È la Festa dell'Ospitalità che nel corso degli anni si è arricchita di eventi, spettacoli, musica… tanti modi diversi per creare momenti di incontro e ospitalità. 
La città rievoca l'antico rito: gli stranieri prendono una delle buste legate alle anella e partecipano come ospiti al pranzo della famiglia o del ristorante bertinorese a cui corrisponde la busta. Dati alla mano, negli ultimi anni almeno 100-130 persone le persone ospitate nelle famiglie e nei ristoranti ad ogni rinnovarsi del rito.  
La seconda, la più recente è costituita dal Museo interreligioso, dedicato alle tre principali religioni monoteiste. Nato nel giugno 2005, il museo è ospitato al piano terra della imponente Rocca e, fin dal portale d'ingresso, questo museo rappresenta uno scrigno di manufatti preziosi che offrono la possibilità di compiere un viaggio lungo i secoli.
Attraverso questa istituzione, Bertinoro può proporsi al mondo non solo come luogo dell'Ospitalità, ma anche come luogo del dialogo, del confronto e della convivenza pacifica.

 
  Vale a questo proposito ricordare che a Bertinoro nacque, all'inizio del XV secolo, Ovadyah Yare, detto il Gran Bertinoro, fine letterato ebreo, commentatore di testi giuridici e religiosi. La Rocca dal 1994 è sede anche di un’assoluta eccellenza nel campo dell'alta formazione in Italia: si tratta del Centro residenziale universitario, struttura dell'Università di Bologna, che fa registrare a Bertinoro circa trentamila presenze l'anno.Una imponente struttura, ottimamente restaurata (all’ingresso reca il riconoscimento in tal senso di “Europa Nostra”) che ogni anno ospita convegni, incontri di lavoro, seminari, master, corsi di aggiornamento in medicina, legge, architettura e informatica, per citarne alcuni.
 



Campana dell'albana - Autore: D.Bressan   Bertinoro Città del Vino

Bertinoro è ‘Città del Vino’, fa parte delle associazioni “Res tipica” legate all’ANCI e partecipa a selezioni e fiere nazionali e internazionali; i suoi vigneti producono vini bianchi e rossi. Il più importante è il dorato Albana, primo vino bianco italiano ad ottenere il riconoscimento D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Storia e mito parlano di questo vitigno senza definirne i confini; probabilmente introdotto in Romagna dai romani, dal latino ‘albis’ (bianco), l’Albana è legata a Bertinoro dalla leggenda di Galla Placidia, che ne ha fatto il vino tradizionale che si identifica con questo territorio. Altro vino bianco è il leggero e profumato Trebbiano, che compare in Romagna in seguito all’avvento degli Etruschi bonificatori di queste terre paludose. I vignaioli bertinoresi hanno il merito di aver salvato il vitigno del vino Pagadebit, che altrimenti sarebbe scomparso come tanti vitigni minori. Il vitigno deve il nome alla robustezza dei suoi acini in grado di resistere alle avversità atmosferiche; nelle annate cattive, se la vendemmia delle altre uve fosse andata male,  il Pagadebit permetteva al vignaiolo di pagare i debiti contratti per la coltura del vigneto.
 
  Primo fra tutti il Sangiovese: pare che i frati cappuccini di Santarcangelo intorno al 1600 vinificato questo vino lo chiamassero Sangiovese, ‘Sanguis Jovis’, sangue di Giove per il suo colore rosso rubino, con sentori di viola e frutti rossi. Altro vino rosso è la Cagnina, ideale per accompagnare castagne cotte, piccola pasticceria e ciambella romagnola, poiché ha un corpo dolce e leggermente acidulo.
 


 

Grand Hotel Fratta Terme  

Bertinoro città delle acque

Ai piedi del colle, nella località di Fratta Terme un Centro Termale e Benessere totalmente rinnovato. Le proprietà dei ben 7 diversi tipi di acque termali (salsobromoiodiche, sulfuree, ferruginose, salse, salso sulfuree, arsenicali, magnesiache), che sgorgano dalle 11 sorgenti, era già nota in epoca romana. Di questo periodo si conservano reperti, testimonianze e una fonte che si trova lungo il viale principale del grande parco in cui è immerso il centro.

 
   
 

"Passatel ad Bartnora"

La "Pida ad Bartnora"
  Armonie di mille sapori 

Accanto ai filari delle viti si allineano gli ulivi, per produrre un olio d’oliva extravergine di colore giallo con riflessi verdognoli intensi. L’odore fruttato tenue e il sapore di media dolcezza e di acidità molto bassa, lo pongono tra il delicato olio ligure e il più deciso olio toscano e pugliese.
Nei numerosi ristoranti, osterie, enoteche o agriturismi, ci si immerge nell’atmosfera tradizionale della cucina tipica e di qualità, ricca di primi piatti creati dalle mani delle “sfogline” che lavorano la sfoglia ancora con il matterello. Preparata al momento negli svariati chioschi del territorio è la piadina.
Aldo Spallicci nel 1920 fondò la rivista d’illustrazione romagnola che chiamò ‘La Piè’, proprio perché riteneva la piadina emblema della Romagna, come già anche Giovanni Pascoli.
Gli ingredienti sono pochi e semplici: farina, strutto, un pizzico di lievito e sale. Nonostante ciò ogni paese anzi, ogni famiglia, ha il proprio segreto per prepararla. Perfetta per salumi, formaggi ed erbe di campagna, la piadina accompagna molti alimenti e si sposa perfettamente con i vini tradizionali romagnoli. Da provare la piadina con lo Squacquerone, formaggio a Denominazione di Origine Protetta a pasta molto molle, di forma rotonda e senza crosta. Delizioso anche con marmellate, saba (sciroppo d’uva o mosto cotto) e savor (conserva di frutta a base di mosto).
 
   


 

Ufficio informazioni Turistiche: Piazza della Libertà, n. 9/c - tel. 0543/469213  fax 0543/444588
Responsabile: Arianna Pivi - tel. 0543 469290 - e-mail: pivi.a@comune.bertinoro.fc.it
Referente: Serena Antinori - tel. 0543 469213 - e-mail: antinori.s@comune.bertinoro.fc.it
APERTURA AL PUBBLICO
Dal 16 settembre al 31 maggio: Lunedì – Venerdì ore 8.30 - 13.30 e Martedì –Giovedì ore 14.30-17.30
Dal 1 giugno al 15 settembre: Lunedì - Venerdì ore 8.30 - 13.30 e Martedì –Giovedì ore 14.30-17.30
/ Sabato e Domenica ore 10.00 – 13.00

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