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Villa Petrucci Villa Prati Santuario Madonna del Lago
Le morbide colline di Bertinoro sono disseminate di antiche ville e dimore storiche che, a partire dalla Rocca che domina il colle Cesubeo, sono testimonianza di un passato ricco di storia e personaggi.
Lungo la via Consolare ombreggiata da pini e cipressi si trovano Villa Norina, circondata da 12 ettari di parco e Villa Petrucci dall'aspetto gotico che rimanda al castello dell'Innominato, forse perché commissionata dall'ultimo erede di Bernardino Visconti che ispirò Manzoni per il personaggio.
In località Capocolle, detto anche "Mont Spachè" (monte spaccato poiché la via Emilia taglia a metà la collina in spungone di Montecchio), in cima a via Montecchio, si trova la settecentesca Villa Merloni, ora proprietà della famiglia Monti, che ospitò Gioacchino Murat e Re Umberto I. In via Molino Bratti, attorniata da vigneti e frutteti, si trova Villa Gaddi, cinquecentesca abitazione a pianta rettangolare, visitata a metà del seicento dalla regina Cristina di Svezia. Subito dopo la Fattoria Paradiso, pare antica residenza di Marco Palmezzano pittore forlivese allievo di Melozzo, oggi prestigiosa azienda vitivinicola. Al termine di via Molino Bratti imboccando via Nuova si raggiunge Villa Prati, nobile residenza ottocentesca di campagna, ora locale adibito a ristorazione, attorniata da un foltissimo parco di querce e salici bianchi. Attraversato il piccolo borgo di Ospedaletto si incontra il santuario della Madonna del Lago, la cui festa, detta anche "dei Cedri", ricorre la prima domenica di Maggio. Le prime notizie sul santuario risalgono al 1181 e la leggenda vuole che l'icona della Madonna ivi conservata sia stata salvata dal fuoco iconoclasta e ritrovata nelle acque paludose della zona.